martedì 15 maggio 2007

Ritorno da Torino.


Ne sono successe di tutti i colori in questa settimana. Adesso posto un disegnetto di decompressione, ma appena riordino le idee voglio dirne un paio anch'io sulle novità che ci sono in giro. Intanto leggete come è andata a Torino in questo resoconto di Marco Schiavone.
Confermo che ho visto coi miei occhi ciò di cui parla:

Oggi, giovedì 10, è un brutto giorno per la mia giovane carriera di editore.
Un brutto colpo al mio entusiasmo. Oggi, ho passato quasi tutta la giornata
al Salone del Libro di Torino, e buona parte al "padiglione" di "Torino
Comics".

Il padiglione è una bassa tensostruttura creata tra i parcheggi esterni
della fiera, separata dal resto. E dove alle 10 del mattino c'era già
umidità e caldo da isola tropicale. Senza spiaggia e mare, però. Senz'aria.
Una delle mie standiste è stata decisamente male: presa varie volte nel
corso della giornata da conati di vomito è dovuta andare a casa nel primo
pomeriggio.

In giro per la fiera, non ho visto neanche un cartello riguardante i
fumetti. Gli info point del salone non sapevano cosa fosse Torino Comics.
Cercando gli organizzatori ho chiesto a due o tre diverse ragazze
informazione che a sentire Torino Comics mi guardavano con punti
interrogativi dipinti sui loro bei visini. Una ha cercato Torino Comics tra
gli editori. Un'altra ha avuto un barlume di reazione, chiedendomi anche:
"ma dove sono i fumetti, se mi chiedono?".

In giro per la città, non c'è neanche una locandina di Torino Comics, che in
pratica da questa fusione con il salone del libro sembra essere uscita
annullata. E senza che la manifestazione si adeguasse allo standard
dell'editoria "seria", anzi. Ad aumentare la confusione, all'interno della
sauna infatti la disposizione degli stand degli editori di fumetti è
mischiata a quelli di amenità varie: statue, spille, sciarpe, sciabole, etc
etc senza neanche avere la possibilità di 'fare massa', di offire una
proposta impattante a quei pochi coraggiosi che dovessero avventurarsi nella
giungla salgariana, lasciandosi alle spalle ordine, eleganza, fresco. E'
allarmante, e disarmante, lo stacco dagli stand colorati, ordinati,
condizionati, architetturalmente predisposti dei padiglioni 1,2,3 e
l'accozzaglia che nidifica nel ghetto fumettistico. Pare di essere a una
riunione di paria di fianco a un convegno sacerdotale di un grosso tempio
hindu.

Ora, sono molto, molto dispiaciuto e incazzato. In primo luogo perchè, da
torinese, avevo salutato con grande favore questo merge tra Salone del Libro
e Torino Comics. Avevo fatto gli ultimi due Saloni del Libro, avevo voglia
di presentare meglio i fumetti alla massa di gente che affolla la fiera.
Quindi, quale migliore occasione? Avevo persino convinto altri editori a
condividere uno stand separato dal resto del padiglione fumetti, che facesse
da isola informativa del fumetto, una sorta di ufficio turistico. (anche
questa dislocazione ha contribuito al mio buonumore: uno stand che doveva
invitare la gente ad andare al padiglione fumetti è stato collocato a 30 mt
dallo stesso.)

Sempre, oggi, giovedì 10, La Stampa di Torino ha dedicato 20 pagine al
Salone del Libro. Provate a indovinare quante ne ha dedicate al fumetto?
Bravi, nessuna. E così i servizi del tg, gli altri quotidiani. O anche
piccole cose, come i numeri speciali di free press come Leggere Tutti.

Torino Comics sembra non esistere. Sembriamo clandestini di un cpt.

I gentili Mario, Mauro, Silvano dell'organizzazione mi sono parsi
dispiaciuti ed empatici. Dopodichè, io ho comprato i loro servizi, ed è di
loro che mi sono fidato. E, a oggi, mi pare di aver sbagliato completamente.

Ho un'esperienza limitata, e ho cercato il confronto con altri operatori,
per capire se fossi il solo ad avere questa percezione. Ho avuto modo di
parlare tra gli altri con ragazzi di Alastor, Panini, Supergulp. Mi sono
sembrati egualmente scossi e sorpresi dall'inadeguatezza della location,
dalla ghettizzazione della stessa, dalla totale, orwelliana assenza di
comunicazione riguardante i fumetti.

Ora, domani si ritorna. Con la vergogna e imbarazzo di dover mostrare il
"padiglione" dei fumetti ad altri operatori dell'editoria e dei media,
autori, giornalisti. Ieri ne ho visti due, visibilmente imbarazzati dal
caldo, innanzitutto, ma anche dalle differenze rispetto al resto. Chiudo la
giornata con grande scoramento, e con la netta intuitiva sensazione che il
peggio possa ancora arrivare.

marco schiavone,
Edizioni BD

PS complimenti a Becco Giallo, Grifo, Tunuè e a quant'altri non si sono
fatti allettare come me, e sono rimasti al Salone del Libro, quello vero.

L'altra notizia su cui riflettere riguarda un recente caso editoriale che coinvolge il piccolo drago Prezzemolo, per chi fosse interessato ad approfondire:
http://www.gardalandtribe.com/salvareprezzemolo/index.htm

15 commenti:

Paola ha detto...

avendo lavorato presso un' ente fiera a caso ma molto vicino a noi e per ben 4 anni posso dirti che le organizzazioni sono schifose ovunque..
non pensavo che la fiera del libro trattasse cosi' male una delle prime espressioni di comunicazione... mi pare che i bambini prima imparano a disegnare poi a leggere e scrivere....

francesco codolo ha detto...

che paccotto e contro paccotto la fiera di torino! ..e smettila di disegnare dediche strafighe al mic..e a me niente!!! sgrunt!

Anonimo ha detto...

Desolante! Ma perché va troppo spesso così? Bd è un caso a parte, ma bisogna dire che molti degli editori di fumetti sono dei cialtroni e sono i primi a dare al fumetto questa impressione di mezzo di serie B.
Che comincino a farsi prendere seriamente, con politiche editoriali serie, creando una rete editoriale che permetta una crescita del mezzo e dia maggior potere contrattuale a chi ci lavora.
Finchè ognuno si occuperà del proprio orto, impedendo al fumetto di creare una sua corrente, le cose non cambieranno, e i "cervelli" continueranno a fuggire all'estero, perché "lì è meglio!". Poi non lamentiamoci se ci trattano da paria, perché al momento è quello che siamo!

Anonimo ha detto...

concordo in pieno e, io essendo di Torino (d'adozione), mi vergogno per l'ennesima figuraccia che la mia città ha fatto fare al mondo dei comics. Per fortuna, anche se in fiera nessuno sapeva del Torino Comics, i giornali hanno fatto risaltare le proteste e già sabato La Stampa e il Corriere della Sera pubblicavano articoli e lettere di protesta. Pavesio, per quanto ad alcuni possa sembrare personaggio antipatico, ci mette sempre l'anima per organizzare il Torino Comics ma va sempre peggio e credo che se non cambia qualcosa andrà a scomparire. Teniamo alto il vessillo del fumetto e facciamo in modo che altre fiere (Lucca e Napoli) rimangano le punte di diamante che tuttora sono.
Un grazie a Gianluca e complimenti a Lui, a Mattia e a Safarà per l'ottimo Aztlan.
Andrea Vivaldo

Fat BG ha detto...

Ti ho trovato per caso, ma sono contenta di poterti lasciare un bacio e un saluto. Verrò ogni tanto a "spuzzuliare" le cose che fai, e che come sempre mi fanno impazzire.

Margherita (o tua compagna di stage)

Gianluca Maconi ha detto...

Margherita!!!!!
incredibile! Un abbraccione!

al codolo: mica colpa mia se arrivi sempre tardi!

ad andrea: grazie per i complimenti, comunque non disperiamo... gli editori non pagano perchè ci vogliono bene e vogliono ammaestrarci con ilk dolore.

m ha detto...

"Ezechiele". Cita le fonti, ladro.

Gianluca Maconi ha detto...

cfr. Ezechiele, pag. qualcosa, verso qualcosaltro.
almeno ora so che ci sei, microft.

m ha detto...

La "m" non sta per microft, Sherlock. Qualcosa di molto più semplice.

Gianluca Maconi ha detto...

ma va'?! Non capisci più quando uno ti sta coglionando m...usone.

Gianluca Maconi ha detto...

tutto questo solo per superare i dieci commenti, sigh!

m ha detto...

Era per giocare sui due fratelli Doyliani, menga! Io ci sono sempre. E dodici!

tonucci ha detto...

...e tredici! posta nuova robba, gianmac!

alessandro ha detto...

...e allora 14!
cmq il codolo non puo' competere con la mia figura da fumetto
cmq bravo al gian coma simpri!
mandi

Blogger ha detto...

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